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I compro oro della Capitale: come sono cambiati negli anni

Negli ultimi anni l’attività dei compro oro ha visto una crescita esponenziale, il motivo è legato ad una serie di fattori, ma di sicuro il più influente è quello della crisi economica che ha colpito milioni di famiglie.
Queste non avendo i mezzi economici necessari per sostenersi sono state costrette a vendere anche i loro ultimi oggetti in oro, visto che questo metallo negli ultimi anni ha conosciuto un aumento del suo corrispettivo in denaro molto importante.
I compro oro quindi sono entrati sempre più nella vita quotidiana di milioni di italiani, ecco allora come è cambiata la loro attività in questo ultimo arco di tempo, soprattutto nella capitale italiana, ossia Roma.
In particolare i compro oro a Roma che operano sul territorio cittadino si stanno affermando per la loro professionalità ed onestà, in particolare stanno richiedendo una regolamentazione più ferrea sulla compravendita di oro e altri metalli preziosi, in modo da evitare che in questo circuito possano inserirsi soggetti dalla dubbia onestà e moralità.
Iinoltre i compro oro che operano a Roma acquistano i metalli preziosi usati sia da cittadini privati sia da altri commercianti e pagano subito la somma loro dovuta, dopo aver fatto una valutazione dell’oro in piena trasparenza.
Valutazione che tra l’altro non ha nessun costo per il cliente.
Inoltre recandosi da questi compro oro, prima di fare ogni valutazione, per il cliente è possibile conoscere in tempo reale la quotazione dell’oro che si intende vendere in quel determinato momento.
Inoltre può decidere di bloccare la quotazione prima di fare l’operazione, per poi effettuare la vendita ricevendo il valente del prezzo bloccato in precedenza.
Molti compro oro ad oggi si sono rivolti anche sul mercato della compravendita di orologi di lusso usati per ampliare ancor di più il loro bacino di utenza.

Commercio, i cinesi in crisi si reinventano

Lo abbiamo visto nel corso degli anni passati, la Cina tramite la sua popolazione, ha condotto una vera e propria campagna di conquista economica del nostro paese, piano piano hanno comprato negozi, ristoranti e altre attività che almeno nei primi anni hanno condotto con un certo successo.
Mentre le attività di noi italiani stentavano a tenere il passo della concorrenza, obbligando molto spesso i proprietari di negozi storici a decidere di chiudere, i cinesi anche in tempi come questi, di forte crisi per lo spirito imprenditoriale di noi italiani, hanno saputo investire con fiducia nel nostro paese, molto spesso creando un vero e proprio monopolio.
Mentre le attività italiane si svuotavano e in molte città i cartelli che affittasi prendevano il posto di aziende che fino al giorno prima operavano sul mercato, i cinesi sbarcavano in Italia, aprendo attività che riguardavano il segmento e il target delle attività che in Cina erano già presenti da anni.
Piano piano i cinesi si sono introdotti nel nostro tessuto economico, molto spesso questo tipo di colonizzazione economica non è stata presa bene da noi italiani, vedere attività nostre chiuse e progressivamente sostituite da attività cinesi non ha sempre creato nel nostro animo sentimenti positivi.
Po le cose sono cambiate, tuttavia la crisi sembra colpire anche i cinesi, nella città di Genova si incominciano a vedere i primi cartelli di attività cinesi che vengono cedute, forse la crisi, l’eccessiva tassazione italiana iniziano a colpire un popolo e un settore quello delle attività cinesi che fino a questo momento sembrava non conoscere crisi.
Tuttavia ancora una volta la realtà è molto più complessa di quello che potremmo immaginare, attività come i classici ristoranti cinesi sembrano non avere più il potere di penetrazione di prima, in molti casi i cinesi si sono reinventati aprendo ristoranti giapponesi, un nuovo trand in crescita.
I cinesi però crescono in altri settori, parliamo di parrucchieri e titolari di centri massaggi.

Resolutia e la mediazione transfrontaliera

La mediazione transfrontaliera

La globalizzazione ha dato un’impennata ai contatti tra le aziende dei diversi Paesi. Quest’aumento repentino dei contatti ha portato anche alla nascita di controversie, determinate dal diverso background culturale, dalla lingua, dalle differenti leggi che regolamentano i Paesi.

Per scongiurare i costi del lungo e complesso “rituale” del giudizio ordinario innanzi i tribunali civili, quindi, l’Unione Europea ha valorizzato da tempo la pratica della mediazione extragiudiziale delle controversie, fino ad adottare, da ultimo, la Direttiva 2008/52/CE con cui ha tracciato le linee guida per le procedure transfrontaliere. Il 13 settembre 2011, inoltre, il Parlamento Europeo ha espresso il proprio parere favorevole all’obbligatorietà della mediazione accompagnata da incentivi e sanzioni, pur evidenziando poi come i Paesi debbano concentrarsi maggiormente nel garantire procedure celeri e a basso costo, piuttosto che sull’imposizione dell’obbligo di esperirle.

Va evidenziato come il Parlamento Europeo abbia inoltre sottolineato il fatto che alcuni Stati abbiano previsto incentivi finanziari per la partecipazione alla mediazione non disciplinati dai principi della direttiva della 2008, mentre altri, tra cui l’Italia, abbiano ottenuto risultati positivi in termini di efficienza delle procedure extragiudiziali.

Alla luce delle premesse e dei  risultati positivi provenienti dagli Stati membri, il Parlamento Europeo ha concluso auspicando una maggiore sensibilizzazione ed educazione alla mediazione, quale procedura in grado di realizzare la cooperazione tra le parti e non il loro conflitto, senza trascurare l’importanza di delegare tali procedure a mediatori qualificati e formati secondo criteri uniformi in tutto il territorio europeo.

Anche in una recente indagine condotta dal “Max Planck Isititute for  International Privat Law” si è dimostrato come nei Paesi in cui la conciliazione è stata integrata a livello istituzionale sia stata riscontrata una maggiore facilità di operare e di risolvere le controversie.

Per mediazione transfrontaliera si intende, quindi, una procedura di conciliazione che si renda necessaria tra soggetti domiciliati in paesi diversi. Grazie a tale procedura è possibile il superamento, da parte del mediatore, di barriere strutturali e problemi tecnici ulteriori o di particolare natura, quali, ad esempio la gestione delle difficoltà di comunicazione interculturale, i costi ed i limiti di distanza tra i diversi paesi in cui si trovano le parti coinvolte nelle dispute.

Il Progetto

Resolutia è partner e soggetto promotore del  progetto “ON LINE MEDIATION IN CROSS BORDER DISPUTE” che nasce nell’ambito del Programma Generale finanziato dall’Unione Europea Civil Justice 2007-2013, nella sezione specifica del programma “Fundamental Rights and Justice” ed è patrocinato dal Ministero della Giustizia della Bassa Sassonia e dal Ministero della Giustizia polacco. Il progetto vede la collaborazione di diversi partner europei (i Paesi coinvolti sono: Italia, Germania e Polonia).

Lo scopo è quello di  incoraggiare la mediazione transnazionale attraverso programmi di formazione, divulgazione, informazione e video conferenze sui metodi di mediazione “ODR” (On line Dispute Resolution), tramite diverse aree di intervento.

I partner di Resolutia nello sviluppo e nella realizzazione del progetto sono Steinbeis Beratungszentren GmbH, (divisione della società Steinbeis Beratungszentrum fuer Wirtschaftsmediation) e culture.communication GbR. I  partner associati sono invece: Corte d’Appello di Milano; Università di Varsavia; Steinbeis University; WT Partnership Germany GmbH; Arcotecnica RE s.r.l. Inoltre sono coinvolte altre parti: Ministero di Giustizia della Bassa Sassonia; Università di Perugia – Facoltà di giurisprudenza e il Ministero di Giustizia polacco.

Tra i beneficiari del progetto, oltre che tutti i professionisti dell’ambito legale e amministrativo, c’è senz’altro anche  l’intera cittadinanza, che può avere accesso facilitato alla giustizia tramite il ricorso alle procedure di ODR (mediazione on-line).

 Funzionamento della piattaforma

Per risolvere le problematiche legate agli spazi e alle differenze culturali,  Resolutia ha attivato anche un sistema di gestione delle controversie on-line. Tramite una piattaforma web è infatti possibile la risoluzione di quest’ultime in tempi brevi e senza la necessità di spostarsi, soprattutto nel caso in cui le parti coinvolte non vivano nella stessa città o nella stesso Stato.

La modalità di gestione delle controversie on line è accessibile attraverso il sito di Resolutia, semplicemente cliccando al link “Accedi al servizio on line”. Per usufruire del servizio è necessario un collegamento internet con linea Adsl e l’utilizzo di cuffie e microfono (in mancanza, l’apparecchiatura viene messa a disposizione da Resolutia presso una delle sue sedi locali). Dopo aver inviato il modulo di attivazione della domanda, in cui l’utente avrà specificato la preferenza per lo svolgimento dell’incontro in modalità telematica, Resolutia nomina il mediatore designato e provvede a prenotare una stanza virtuale a cui, nell’ora e nel giorno stabiliti, possono collegarsi solo il mediatore e le parti coinvolte. Prima dell’incontro fissato, vengono date le istruzioni per l’accesso alla piattaforma, nonché il nome utente e la password che sono personali e riservate per ciascuno dei partecipanti.

L’incontro si svolge in video-conferenza (sulla piattaforma telematica specificatamente dedicata al servizio di mediazione), per cui le parti e il mediatore avranno la possibilità di dialogare, di chattare e di scambiarsi i documenti in un contesto riservato che garantisce la privacy e la riservatezza dei dati e dei documenti trattati.

La piattaforma consente anche incontri separati tra una delle parti e il mediatore: è sempre il professionista a poter concedere la parola e l’accesso alla stanza virtuale alle parti, nonché a gestire lo scambio di documentazione.

Il servizio è stato particolarmente apprezzato dagli utenti che ne hanno usufruito, poiché consente agli stessi di partecipare all’incontro di mediazione senza doversi spostare dalle proprie case o dai propri domicili. Inoltre ha riscosso particolare successo anche con riguardo ai professionisti legali che eventualmente assistono e rappresentano la parte in mediazione, perché essi hanno potuto massimizzare i risultati della propria opera professionale, senza alcuno spreco di tempo, potendo persino continuare a lavorare durante le pause dovute allo svolgimento degli incontri separati.

 

La Piattaforma nel contesto internazionale

La mediazione on-line viene utilizzata, oltre che nel contesto italiano anche in quello internazionale.

Per la gestione di procedure stragiudiziali internazionali, è possibile altresì usufruire del rapporto di collaborazione operante tra RESOLUTIA ed il NATIONAL CONFLICT RESOLUTION CENTER (www.ncrconline.com) di San Diego (CA), nonché della rete IMA – International Mediation Alliance (www.ima-mediation.com), di cui RESOLUTIA è partner. In particolare, attraverso tali collaborazioni, Resolutia può offrire il servizio di risoluzione delle controversie telematiche  anche per la gestione delle controversie transfrontaliere tra soggetti provenienti da Paesi diversi. Questa possibilità è particolarmente importante perché consente di abbattere le barriere spazio-temporali e di agevolare la risoluzione di casi che presentano la difficoltà aggiuntiva nella mobilità in un contesto internazionale.

 

Resolutia e la mediazione transfrontaliera

Sono stati organizzati, infatti, una serie di eventi formativi in tutti i tre Paesi coinvolti e il progetto  è già stato implementato in due diverse aree di controversia: Business e custodia infantile (child custody).

“Lo strumento della mediazione può essere impiegato in qualsivoglia tipologia di controversia, vertente su diritti disponibili, anche nell’ambito di contesti alquanto delicati come quelli familiari – Afferma l’avvocato Cristiana Marucci, Socia di Resolutia e communication manager del progetto elaborato nell’ambito del programma Civil Justice  – Si pensi per esempio a conflitti tra coniugi provenienti da Paesi tra loro lontani, con tradizioni e culture differenti, che abbiano inteso interrompere la loro relazione e che tuttavia devono gestire la prole e/o questioni economiche. In alcuni di questi casi e specialmente laddove ci siano stati abusi fisici e psicologici, il mantenimento della distanza, almeno in un primo momento, è assai opportuno. Ciò al fine di tentare, comunque, di risolvere il conflitto: con l’impiego della dell’ODR (On-line Dispute Resolution) i soggetti più deboli, hanno occasione di intraprendere un’esperienza contrassegnata da un approccio meno doloroso e traumatico.

Ma la mediazione transnazionale  viene utilizzata efficacemente anche in altri contesti, quale, principalmente, quello imprenditoriale, soprattutto a seguito dell’abbattimento delle barriere spazio-temporali e del superamento delle problematiche legali derivanti dalla individuazione della giurisdizione applicabile; l’accesso a metodi di composizione negoziata delle liti transfrontaliere permette alle aziende di risparmiare notevolmente in termini di tempo e di costi, rispondendo inoltre  alla esigenza di molte di queste di avere a disposizione un metodo pratico ed efficace per la risoluzione dei conflitti sia con le società loro clienti, che per le liti tra i team di lavoro interni alle loro strutture,  composti da soggetti di differente provenienza culturale.

“Quindi, – continua l’avvocato Paola Ventura, partner dello Studio La Scala e Socia di Resolutia – proprio in caso di conflitti transfrontalieri e interculturali la mediazione, anche on-line, può garantire soluzioni che assicurino la tutela dei diritti e delle esigenze di tutti i partecipanti. Analizzando un caso pratico: se un fornitore, di nazionalità italiana, di un bene o un servizio, per esempio, ha una contestazione nei confronti di un cliente o fornitore tedesco, il primo si rivolgerà a Resolutia inoltrando domanda di mediazione transfrontaliera; Resolutia contatterà il proprio partner tedesco affinché contatti l’azienda tedesca per portarla al tavolo (anche virtuale) della mediazione. Laddove entrambe le parti intendano incontrarsi al tavolo della mediazione, verranno nominati due mediatori, uno tedesco ed uno italiano, non solo in grado di interloquire dal punto di vista linguistico tra di loro, ma anche dal punto di vista metodologico nella gestione dell’incontro, poiché formati in base ad uno standard comune elaborato ed implementato dai centri di mediazione facenti parte del network”.

Il fenomeno di questi negozi

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