Resolutia e la mediazione transfrontaliera

La mediazione transfrontaliera
La globalizzazione ha dato un’impennata ai contatti tra le aziende dei diversi Paesi. Quest’aumento repentino dei contatti ha portato anche alla nascita di controversie, determinate dal diverso background culturale, dalla lingua, dalle differenti leggi che regolamentano i Paesi.
Per scongiurare i costi del lungo e complesso “rituale” del giudizio ordinario innanzi i tribunali civili, quindi, l’Unione Europea ha valorizzato da tempo la pratica della mediazione extragiudiziale delle controversie, fino ad adottare, da ultimo, la Direttiva 2008/52/CE con cui ha tracciato le linee guida per le procedure transfrontaliere. Il 13 settembre 2011, inoltre, il Parlamento Europeo ha espresso il proprio parere favorevole all’obbligatorietà della mediazione accompagnata da incentivi e sanzioni, pur evidenziando poi come i Paesi debbano concentrarsi maggiormente nel garantire procedure celeri e a basso costo, piuttosto che sull’imposizione dell’obbligo di esperirle.
Va evidenziato come il Parlamento Europeo abbia inoltre sottolineato il fatto che alcuni Stati abbiano previsto incentivi finanziari per la partecipazione alla mediazione non disciplinati dai principi della direttiva della 2008, mentre altri, tra cui l’Italia, abbiano ottenuto risultati positivi in termini di efficienza delle procedure extragiudiziali.
Alla luce delle premesse e dei risultati positivi provenienti dagli Stati membri, il Parlamento Europeo ha concluso auspicando una maggiore sensibilizzazione ed educazione alla mediazione, quale procedura in grado di realizzare la cooperazione tra le parti e non il loro conflitto, senza trascurare l’importanza di delegare tali procedure a mediatori qualificati e formati secondo criteri uniformi in tutto il territorio europeo.
Anche in una recente indagine condotta dal “Max Planck Isititute for International Privat Law” si è dimostrato come nei Paesi in cui la conciliazione è stata integrata a livello istituzionale sia stata riscontrata una maggiore facilità di operare e di risolvere le controversie.
Per mediazione transfrontaliera si intende, quindi, una procedura di conciliazione che si renda necessaria tra soggetti domiciliati in paesi diversi. Grazie a tale procedura è possibile il superamento, da parte del mediatore, di barriere strutturali e problemi tecnici ulteriori o di particolare natura, quali, ad esempio la gestione delle difficoltà di comunicazione interculturale, i costi ed i limiti di distanza tra i diversi paesi in cui si trovano le parti coinvolte nelle dispute.
Il Progetto
Resolutia è partner e soggetto promotore del progetto “ON LINE MEDIATION IN CROSS BORDER DISPUTE” che nasce nell’ambito del Programma Generale finanziato dall’Unione Europea Civil Justice 2007-2013, nella sezione specifica del programma “Fundamental Rights and Justice” ed è patrocinato dal Ministero della Giustizia della Bassa Sassonia e dal Ministero della Giustizia polacco. Il progetto vede la collaborazione di diversi partner europei (i Paesi coinvolti sono: Italia, Germania e Polonia).
Lo scopo è quello di incoraggiare la mediazione transnazionale attraverso programmi di formazione, divulgazione, informazione e video conferenze sui metodi di mediazione “ODR” (On line Dispute Resolution), tramite diverse aree di intervento.
I partner di Resolutia nello sviluppo e nella realizzazione del progetto sono Steinbeis Beratungszentren GmbH, (divisione della società Steinbeis Beratungszentrum fuer Wirtschaftsmediation) e culture.communication GbR. I partner associati sono invece: Corte d’Appello di Milano; Università di Varsavia; Steinbeis University; WT Partnership Germany GmbH; Arcotecnica RE s.r.l. Inoltre sono coinvolte altre parti: Ministero di Giustizia della Bassa Sassonia; Università di Perugia – Facoltà di giurisprudenza e il Ministero di Giustizia polacco.
Tra i beneficiari del progetto, oltre che tutti i professionisti dell’ambito legale e amministrativo, c’è senz’altro anche l’intera cittadinanza, che può avere accesso facilitato alla giustizia tramite il ricorso alle procedure di ODR (mediazione on-line).
Funzionamento della piattaforma
Per risolvere le problematiche legate agli spazi e alle differenze culturali, Resolutia ha attivato anche un sistema di gestione delle controversie on-line. Tramite una piattaforma web è infatti possibile la risoluzione di quest’ultime in tempi brevi e senza la necessità di spostarsi, soprattutto nel caso in cui le parti coinvolte non vivano nella stessa città o nella stesso Stato.
La modalità di gestione delle controversie on line è accessibile attraverso il sito di Resolutia, semplicemente cliccando al link “Accedi al servizio on line”. Per usufruire del servizio è necessario un collegamento internet con linea Adsl e l’utilizzo di cuffie e microfono (in mancanza, l’apparecchiatura viene messa a disposizione da Resolutia presso una delle sue sedi locali). Dopo aver inviato il modulo di attivazione della domanda, in cui l’utente avrà specificato la preferenza per lo svolgimento dell’incontro in modalità telematica, Resolutia nomina il mediatore designato e provvede a prenotare una stanza virtuale a cui, nell’ora e nel giorno stabiliti, possono collegarsi solo il mediatore e le parti coinvolte. Prima dell’incontro fissato, vengono date le istruzioni per l’accesso alla piattaforma, nonché il nome utente e la password che sono personali e riservate per ciascuno dei partecipanti.
L’incontro si svolge in video-conferenza (sulla piattaforma telematica specificatamente dedicata al servizio di mediazione), per cui le parti e il mediatore avranno la possibilità di dialogare, di chattare e di scambiarsi i documenti in un contesto riservato che garantisce la privacy e la riservatezza dei dati e dei documenti trattati.
La piattaforma consente anche incontri separati tra una delle parti e il mediatore: è sempre il professionista a poter concedere la parola e l’accesso alla stanza virtuale alle parti, nonché a gestire lo scambio di documentazione.
Il servizio è stato particolarmente apprezzato dagli utenti che ne hanno usufruito, poiché consente agli stessi di partecipare all’incontro di mediazione senza doversi spostare dalle proprie case o dai propri domicili. Inoltre ha riscosso particolare successo anche con riguardo ai professionisti legali che eventualmente assistono e rappresentano la parte in mediazione, perché essi hanno potuto massimizzare i risultati della propria opera professionale, senza alcuno spreco di tempo, potendo persino continuare a lavorare durante le pause dovute allo svolgimento degli incontri separati.
La Piattaforma nel contesto internazionale
La mediazione on-line viene utilizzata, oltre che nel contesto italiano anche in quello internazionale.
Per la gestione di procedure stragiudiziali internazionali, è possibile altresì usufruire del rapporto di collaborazione operante tra RESOLUTIA ed il NATIONAL CONFLICT RESOLUTION CENTER (www.ncrconline.com) di San Diego (CA), nonché della rete IMA – International Mediation Alliance (www.ima-mediation.com), di cui RESOLUTIA è partner. In particolare, attraverso tali collaborazioni, Resolutia può offrire il servizio di risoluzione delle controversie telematiche anche per la gestione delle controversie transfrontaliere tra soggetti provenienti da Paesi diversi. Questa possibilità è particolarmente importante perché consente di abbattere le barriere spazio-temporali e di agevolare la risoluzione di casi che presentano la difficoltà aggiuntiva nella mobilità in un contesto internazionale.
Resolutia e la mediazione transfrontaliera
Sono stati organizzati, infatti, una serie di eventi formativi in tutti i tre Paesi coinvolti e il progetto è già stato implementato in due diverse aree di controversia: Business e custodia infantile (child custody).
“Lo strumento della mediazione può essere impiegato in qualsivoglia tipologia di controversia, vertente su diritti disponibili, anche nell’ambito di contesti alquanto delicati come quelli familiari – Afferma l’avvocato Cristiana Marucci, Socia di Resolutia e communication manager del progetto elaborato nell’ambito del programma Civil Justice – Si pensi per esempio a conflitti tra coniugi provenienti da Paesi tra loro lontani, con tradizioni e culture differenti, che abbiano inteso interrompere la loro relazione e che tuttavia devono gestire la prole e/o questioni economiche. In alcuni di questi casi e specialmente laddove ci siano stati abusi fisici e psicologici, il mantenimento della distanza, almeno in un primo momento, è assai opportuno. Ciò al fine di tentare, comunque, di risolvere il conflitto: con l’impiego della dell’ODR (On-line Dispute Resolution) i soggetti più deboli, hanno occasione di intraprendere un’esperienza contrassegnata da un approccio meno doloroso e traumatico.
Ma la mediazione transnazionale viene utilizzata efficacemente anche in altri contesti, quale, principalmente, quello imprenditoriale, soprattutto a seguito dell’abbattimento delle barriere spazio-temporali e del superamento delle problematiche legali derivanti dalla individuazione della giurisdizione applicabile; l’accesso a metodi di composizione negoziata delle liti transfrontaliere permette alle aziende di risparmiare notevolmente in termini di tempo e di costi, rispondendo inoltre alla esigenza di molte di queste di avere a disposizione un metodo pratico ed efficace per la risoluzione dei conflitti sia con le società loro clienti, che per le liti tra i team di lavoro interni alle loro strutture, composti da soggetti di differente provenienza culturale.
“Quindi, – continua l’avvocato Paola Ventura, partner dello Studio La Scala e Socia di Resolutia – proprio in caso di conflitti transfrontalieri e interculturali la mediazione, anche on-line, può garantire soluzioni che assicurino la tutela dei diritti e delle esigenze di tutti i partecipanti. Analizzando un caso pratico: se un fornitore, di nazionalità italiana, di un bene o un servizio, per esempio, ha una contestazione nei confronti di un cliente o fornitore tedesco, il primo si rivolgerà a Resolutia inoltrando domanda di mediazione transfrontaliera; Resolutia contatterà il proprio partner tedesco affinché contatti l’azienda tedesca per portarla al tavolo (anche virtuale) della mediazione. Laddove entrambe le parti intendano incontrarsi al tavolo della mediazione, verranno nominati due mediatori, uno tedesco ed uno italiano, non solo in grado di interloquire dal punto di vista linguistico tra di loro, ma anche dal punto di vista metodologico nella gestione dell’incontro, poiché formati in base ad uno standard comune elaborato ed implementato dai centri di mediazione facenti parte del network”.
Il fenomeno di questi negozi

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La vendita dei vini italiani all’estero

Italia terra di santi, poeti navigatori e …ct dell’Italia e vini. Le ultime due aggiunte, non meno veritiere, sono una mia personale aggiunta ma chi non è mai sostituito ai Lippi, ai Bearzot, agli Zoff. E chi non ha mai discusso dei qualità dei vini italiani, va detto che anche in questo campo c’è una forte rivalità, per non parlare di vera e propria idiosincrasia, con i nostri cugini francesi.
Le moderne tecnologie digitali permettono la vendita di vini anche a case e cantine di medie quando non piccole dimensioni, una strada difficilmente praticabile anche solo pochi anni fa e che invece l’avvento del cosiddetto web 2.0 ha reso possibile in virtù della pervasività a basso costo della rete. Oggi una cantina del beneventano può, con un investimento risibile se confrontato con quelli della promozione “classica”, arrivare nelle case si un abitante della Patagonia come in quella di un siberiano.
E’ il web 2.0 amici, la nuova arena competitiva, che ha rivoluzionato il modo di comunicare, di socializzare e, dal momento che tutto è interconnesso, anche il modo di fare commercio ed affari. Una rivoluzione che non poteva non investire, prima o poi, tutti gli aspetti del commercio e tutte le merci, ivi compreso pertanto anche il mondo del vino.
Il mondo del vino, e la vendita dello stesso, ha tratto nuova linfa, è proprio il caso di dire, dalla crescita e dall’esplosione del commercio elettronico.
I vini italiani sono molto apprezzati, tanto per dire, in una nazione estesa e ricca come gli Stati Uniti d’America, le prospettive commerciali per i nostri grandi marchi come le cantine sociali e le coop sono enormi; a maggior ragione se si pensa che gli Usa hanno anche loro dei buoni vini, prodotti soprattutto lungo la Napa Valley in California e nel Nord-Est, specialmente nella zona dei Grandi Laghi al confine con il vicino Canada, dove producono un ottimo icewine, il vino ottenuto pressando uva ghiacciata.
Ma, nonostante tutto, gli statunitensi amano, e molto, i vini italiani.
Le importazioni di marmo in Italia

Nel 2010 le importazioni del comprensorio apuo-versiliese sono state di oltre 278 mila tonnellate per un valore complessivo di 81 milioni di Euro, con un aumento, rispetto al 2009, del +9,82 % in quantità e del +20,86% in valore, mantenendosi in linea (pur con qualche scostamento) con quelle italiane perché sulle voci di maggiore importanza, quelle relative ai grezzi, particolarmente dei graniti, l’andamento è in crescita come per quelli nazionali.
Un elemento particolare caratterizza il distretto toscano: la quota delle sue importazioni, rispetto al totale nazionale, è inferiore alla media degli altri distretti perché l’industria lapidea locale fa del marmo bianco un vero punto di forza competitivo, tanto che, a fronte di una quota export che sfiora un terzo del valore nazionale, l’import apuo-versiliese è poco superiore al 20%.
Anche la qualità delle importazioni sottolinea la forte specializzazione della produzione toscana con i graniti che superano i marmi in misura assai minore rispetto al quadro nazionale ribadendo che le esportazioni locali valorizzano i marmi toscani. I Paesi fornitori non sono diversi da quelli del ventaglio nazionale: dall’Unione Europea si riaffacciano Spagna e Portogallo mentre per il resto d’Europa la Turchia aumenta i valori ma non i volumi. Fra i fornitori extraeuropei crescono decisamente Brasile, Iran (ma con numeri ancora modesti) oltre alla Cina. L’India ha invece un andamento analogo a quello della Turchia, sale nei valori, ma non nei volumi con aumento del valore medio dei materiali inviati. I prossimi mesi ci diranno, considerando anche gli eventi che caratterizzano questo primo scorcio del 2011, fino a che punto è fatta sentire la ripresa soprattutto per le aziende specializzate e attive nell’export e se questa ripresa riuscirà a consolidarsi e ad estendersi anche al resto dell’apparato produttivo locale, consentendo di riassorbire quegli aspetti negativi e pesanti che pure hanno inciso nel corso del 2010 sulla struttura settoriale del comprensorio lapideo locale. Si spera sempre in un attenzione sempre maggiore per il settore marmo, una industria di lavorazione di una delle meraviglie del mondo.
