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MSC Crociere nuovo associato FIAVET

Fiavet, la Federazione che associa agenzie di viaggio e tour operator aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, annuncia l’adesione in qualità di socio di MSC Crociere.

MSC Crociere, compagnia leader nei mercati crocieristici del Mediterraneo, Sud Africa e Brasile vanta da maggio 2012, con l’arrivo dell’ammiraglia MSC Divina, una moderna flotta di 12 navi in grado di trasportare oltre 1.4 milioni di passeggeri, che diventeranno 1.5 nel 2013 con l’arrivo di MSC Preziosa. Espressione di uno stile unico che si distingue per il sofisticato design e la più tradizionale ospitalità made in Italy MSC Crociere accompagna tutto l’anno i suoi ospiti nel Mediterraneo oltre a proporre una vasta offerta di itinerari stagionali in Nord Europa, Oceano Atlantico, Caraibi, Antille Francesi, Sud America, Africa Meridionale e Occidentali e Mar Rosso.

“L’ingresso in Fiavet di un operatore così prestigioso del turismo italiano accresce ulteriormente il valore della base associativa della nostra Federazione – ha dichiarato Fortunato Giovannoni, Presidente Fiavet -. MSC Crociere ha sempre dimostrato un concreto impegno a favore di tutte le imprese della distribuzione turistica e l’adesione a Fiavet non potrà che migliorare il rapporto di collaborazione tra le nostre due realtà. Fiavet – continua il Presidente Giovannoni – sta delineando un percorso che porterà sempre maggiori servizi e progetti innovativi ai propri associati. In questo senso il ruolo che svolgerà MSC Crociere sarà strategico e fondamentale”.

“Per MSC Crociere l’adesione a Fiavet è un’importante occasione per consolidare l’alleanza con la rete agenziale italiana, scelta quale canale distributivo privilegiato del nostro prodotto sul mercato” – dichiara Leonardo Massa Country Manager Mercato Italia MSC Crociere. “La compagnia pone da sempre al centro della sua politica commerciale l’elemento umano perché rappresenta un valore aggiunto imprescindibile. Solo grazie ai consulenti professionali, infatti, si possono interpretare adeguatamente i bisogni e i desideri dei clienti, creando nel tempo prodotti personalizzati che soddisfino le aspettative di ciascun viaggiatore. Insieme a Fiavet puntiamo a un percorso di lavoro condiviso che parta dal concetto di responsabilità verso il consumatore quale patrimonio comune. L’obiettivo” – prosegue Massa – “è generare una crescente fiducia non solo nei confronti della compagnia, ma dell’intero comparto crocieristico”.

ministro del Turismo Brambilla al Consiglio Generale di Confcommercio

 

Il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, è intervenuta al Consiglio Generale di Confcommercio riunitosi in rappresentanza delle 104 Associazioni provinciali, delle 20 Unioni Regionali e delle 147 Federazioni nazionali di categoria del sistema Confcommercio e alla presenza del presidente Carlo Sangalli.

Nel suo intervento, il presidente di Confcommercio ha ribadito la necessità di una politica nazionale per il turismo forte e coordinata per cogliere e valorizzare le opportunità di un settore che, insieme alle tante declinazioni del “made in Italy” che su di esso si riflettono, costituisce una risorsa preziosa per il Paese.

Un settore in cui è forte l’esigenza di fare sistema a partire da una stretta collaborazione tra soggetti pubblici e privati, tra istituzioni, amministrazioni e rappresentanze del mondo dell’impresa e del lavoro. Perché solo attraverso una maggiore cooperazione tra tutti gli attori del sistema è possibile perseguire l’obiettivo di raddoppiare il contributo di questo settore alla formazione del Pil nazionale, così come quello di un miglioramento delle infrastrutture e della qualità dei servizi offerti e della riqualificazione delle aree urbane anche a garanzia di una maggiore sicurezza. Il Presidente Sangalli ha infine ricordato, quale tema urgente nell’agenda di lavoro per il turismo italiano, la questione della riduzione delle aliquote Iva sul modello di quanto, ad esempio, fatto in Francia per la ristorazione.


Da parte sua, il ministro Brambilla ha ricordato le esperienze maturate alla guida dei giovani imprenditori di Confcommercio e ha sottolineato l’importanza che oggi riveste l’istituzione di un ministero, per anni richiesto da Confturismo e, in particolare, dal suo Presidente, Bernabò Bocca, per poter realizzare una politica del turismo efficace, in collaborazione con le Regioni e con il mondo delle imprese.

“Perché – ha aggiunto il ministro – non è più possibile pensare ad un settore così ricco di risorse e di potenzialità senza gli strumenti necessari per poter affrontare un mercato che ormai sposta 900 milioni di turisti l’anno. E, perché questa politica possa davvero raggiungere i suoi obiettivi, occorre investire, da un lato, in servizi, infrastrutture e reti di trasporto e, dall’altro, in interventi volti a migliorare la qualità delle nostre strutture ricettive.”

Infine, il Ministro Brambilla ha raccolto il plauso dell’intero Consiglio sull’accordo appena concluso dal governo che prevede una disponibilità di 1,6 miliardi di euro a favore delle imprese del turismo.


Roadshow Pmi: imprese “ostaggio “ della criminalità

A Palermo, nella suggestiva cornice di Palazzo dei Normanni, si è tenuta la sesta tappa del Roadshow PMI con il Convegno dal titolo “ PMI: legalità e sicurezza per un nuovo ciclo di sviluppo” dedicato al tema della Criminalità e PMI. Nel corso del convegno sono stati illustrati i risultati di una ricerca di Confcommercio, in collaborazione con Format, sull’argomento. Contraffazione, abusivismo e criminalità incidono negativamente sulla competitività delle Pmi. A indicarlo sono in particolare le imprese del commercio. Al di là della crisi economica, della riduzione dei consumi e delle difficoltà di accesso al credito a generare incertezza sullo sviluppo e sul futuro delle imprese sono i fenomeni legati alla microcriminalità e alla criminalità organizzata.

Per il 24,5% delle Pmi negli ultimi due anni e’ peggiorato il livello di sicurezza. Due imprese su tre destinano in media il 2% dei propri ricavi al sostegno dei costi per la sicurezza. Ciò implica che una quota rilevante dei margini lordi (tra il 10% e il 25%) e’ destinata ad essere sottratta al reddito degli imprenditori o agli investimenti per spese connesse alla sicurezza e alla sopravvivenza stessa dell’attività. Il 4,1% delle Pmi considera la possibilità di trasferire altrove la propria attività o di cederla a causa del rischio di rapine, furti o estorsioni. Tra le cause principali della criminalità, il 71,1% degli imprenditori indica l’ impunità dei criminali e la mancanza di certezza della pena, il 31,6% l’immigrazione clandestina, il 22% il degrado urbano e sociale, anche in termini di mancanza di infrastrutture. Le forze dell’ordine (per il 33,3% delle Pmi) e le associazioni di categoria (per il 22,9%) sono i soggetti che le imprese sentono più vicini nella lotta alla criminalità. A fare gli “onori di casa” è stato il presidente di Confcommercio Palermo, Roberto Helg, che si è detto soddisfatto del numero crescente di imprenditori che hanno deciso di denunciare il racket.

“Partendo da zero – ha aggiunto Helg – i risultati ottenuti sono notevolissimi. Il percorso però è ancora lungo e dobbiamo continuare ad insistere”. Helg ha poi sottolineato l’importanza di continuare sulla strada della legalità, senza la quale “non si va da nessuna parte”. Infine, il presidente della Confcommercio peloritana, riferendosi all’indagine presentata da Confcommercio, ha osservato che “la fiducia nelle forze dell’ordine è in forte crescita”. Per il responsabile Sicurezza del Pd, Marco Minniti, “la sensazione di insicurezza testimonia che la questione della sicurezza non poteva essere risolta con un colpo di bacchetta magica solo perché cambiava la maggioranza di governo”. “Molte sono le questioni ancora sul tappeto – ha sottolineato Minniti – dal controllo del territorio, che non si fa con l’uso di militari e ronde ma con il rafforzamento delle forze di polizia, all’immigrazione che viene considerata una questione criminale non comprendendo che senza una reale integrazione si spinge l’immigrato nelle mani della criminalità e nella clandestinità”. “La sicurezza – ha concluso Minniti – non può essere affrontata con dei totem di carattere ideologico, che producono effetti rovesciati rispetto a quelli proclamati”.