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Commercio Estero : tutti i dati 2010 disponibili sul sito della Camera di Commercio di Forlì-Cesena

Nel “Quaderno di statistica – Commercio Estero” i dati 2010 degli scambi con l’estero del nostro sistema imprenditoriale – il Quaderno è consultabile on line sul sito della Camera di Commercio di Forlì-Cesena – nel 2010 trend positivo degli scambi commerciali con l’estero: in aumento importazioni ed esportazioni

La Camera di Commercio di Forlì-Cesena continua l’aggiornamento delle pubblicazioni della serie “Quaderni di Statistica” che riportano, argomento per argomento, i dati relativi all’anno di riferimento. È questa la volta del Commercio Estero – i primi dati disponibili risalgono al 1997 – che rappresenta un indicatore strategico per misurare la crescita economica di un territorio e la sua apertura con l’estero. Il Quaderno è consultabile nel sito camerale all’indirizzo http://www.fc.camcom.it/studiestatistica/prodotti ;

a breve sarà a disposizione anche in formato cartaceo presso la biblioteca di statistica e la Biblioteca generale dell’Ente.
Un sintetico commento ai dati, completo di tabelle e grafici, apre il volume, fornendo un quadro generale del movimento commerciale della provincia, messo a confronto anche con le realtà regionali e nazionali; a chiusura viene riportato il testo, elaborato da Unioncamere Emilia-Romagna, della relazione sugli scambi con l’estero riferiti alla regione, completa con i dati dell’intero 2010.
Dall’esame delle informazioni raccolte si rileva che, con riferimento all’anno 2010 rispetto al 2009, le importazioni provinciali sono aumentate del 25,5%, valore superiore rispetto a quello regionale (+22,2%) e nazionale (+23,4%). L’aumento delle esportazioni provinciali (+14,8%) risulta di poco inferiore al dato regionale (+16,1%) e a quello nazionale (+15,8%). Il saldo commerciale della nostra provincia rileva un attivo di poco superiore ai 983 milioni di euro, in lieve crescita rispetto al periodo precedente (+0,55%). I risultati consuntivi confermano il trend positivo degli scambi commerciali con l’estero, trend che già emergeva dai dati provvisori dei primi 4 mesi del 2010.

Alcuni risultati di sintesi del 2010
Fra le province dell’Emilia-Romagna sono apprezzabili le performance dell’export di Ferrara (+35,5%), Parma (+23,4%) e Rimini (+22,9%), mentre Piacenza registra valori delle esportazioni ancora in calo per il 2010 (-4,8%). Le altre province dell’Emilia-Romagna che hanno raggiunto variazioni superiori alla media sono, inoltre, quella di Ravenna (+19,4%) e di Bologna (+16,4%). Nella graduatoria regionale, la provincia di Forlì-Cesena si colloca al sesto posto per incidenza delle proprie esportazioni sul totale dell’Emilia-Romagna. Tale incidenza è pari al 6% ed è leggermente diminuita rispetto all’anno precedente (6,1%).
L’analisi delle esportazioni per settore merceologico conferma il trend generale di lieve ripresa, fenomeno che si riscontra per quasi tutte le categorie merceologiche. Il settore dei macchinari, che costituisce il 27,5% delle esportazioni della provincia, ha incrementato le esportazioni di circa l’11%. Tra i settori ad elevata importanza per l’export (e con performance positiva) si ritrova anche quello dei metalli e prodotti in metallo (+49,6%), l’agricoltura (+9,5%), il comparto alimentare (+6,9%), altri prodotti manifatturieri (+18,6%) e i mobili (+17,9%); tali settori hanno sostanzialmente invertito il trend registrato con riferimento al biennio 2008/2009. Mostra invece una contrazione delle esportazioni il settore delle calzature (-5,9%), contrazione che ridimensiona in parte la performance globale del commercio estero della provincia.
Analizzando gli scambi commerciali per area geografica si rileva il ruolo predominante dell’Unione Europea (UE) come principale destinataria delle esportazioni della provincia di Forlì-Cesena: un dato strutturale del commercio estero provinciale che si riconferma anche nel 2010. Rispetto al 2009, le esportazioni della provincia verso l’UE sono aumentate del 16%. La quota di esportazioni diretta verso l’UE ammonta al 60,4% del totale provinciale, percentuale in crescita rispetto al 2009 e superiore alla media regionale (56,7%) e nazionale (57,3%). All’interno dell’Unione i principali Paesi destinatari dei prodotti esportati si confermano la Germania e la Francia, rispettivamente col 14,9% e 11,3% del totale generale (tendenza che si ripropone anche a livello regionale e nazionale). Seguono a distanza il Regno Unito col 5,9% e la Spagna col 4%. Valori invece in controtendenza per quanto riguarda le esportazioni verso Grecia, Portogallo, Belgio, Svezia, Cipro, Estonia, Slovacchia e Bulgaria. Al di fuori dei confini della UE si riscontra una sostanziale crescita delle esportazioni (+13%), fatta eccezione per il Medio Oriente e l’Africa settentrionale. Con riferimento anche al peso nella bilancia commerciale sono notevoli le performance verso zone come l’Asia orientale (+31,2%), l’America centrale e del sud (+57,6%) e, in generale, i Paesi europei extra UE. Da notare un aumento delle esportazioni pari al 38,4% verso l’area BRIC (Brasile, Federazione Russa, India e Cina), a fronte di una contrazione del periodo 2009/2008 pari al 27,8%.
Il saldo commerciale della provincia è pari a circa 983 milioni di euro. Una quota preponderante è costituita dal saldo positivo con l’UE, pari a circa 555 milioni di euro. I saldi commerciali attivi più rilevanti sono quelli con la Germania, Francia e Regno Unito. Fra i Paesi UE i saldi sono invece negativi negli scambi con Paesi Bassi, Slovacchia, Ungheria e Irlanda; ma anche con il Belgio e la Spagna (questi ultimi due Paesi sono in controtendenza rispetto al 2009). Per quanto riguarda le macro aree territoriali, i saldi attivi della bilancia commerciale in ordine decrescente appartengono ai Paesi d’Europa extra UE, all’America settentrionale, al Medio Oriente e all’Africa settentrionale, mentre la bilancia commerciale risulta negativa con riferimento ai Paesi asiatici (in particolar modo con l’Asia orientale).

Cresce ad aprile la fiducia dei consumatori

Secondo i dati dell’Isae, ad aprile, dopo due mesi in flessione, la fiducia dei consumatori italiani ha registrato un deciso miglioramento con l’indice che sale da 99,8 a 104,9, toccando il livello più alto dal dicembre 2007. Ripeto agli ultimi mesi, le indicazioni più positive vengono dalle valutazioni sul quadro economico generale (il cui indice aumenta da 67,7 a 71,6) e dalle attese a breve termine (89,8 a 91,4 il relativo indicatore). Un incremento di minore entità caratterizza le opinioni sulla situazione corrente (da 111,5 a 111,9), che comunque si attesta sui massimi dall’ottobre 2007.

Rimane stabile invece l’indicatore del “quadro personale” sostanzialmente stabile a 119 (era 119,1 in marzo), rimanendo sui livelli più alti dall’agosto del 2002. Sul fronte del quadro economico generale i consumatori esprimono valutazioni nettamente più favorevoli rispetto agli ultimi due mesi. In particolare le valutazioni sulla situazione economica generale dell’Italia registrano un forte miglioramento: il saldo relativo all’andamento degli ultimi 12 mesi recupera da -133 a -109, migliore risultato dal dicembre del 2007; quello concernente le attese a medio termine sale a -39 da -52. Diminuiscono inoltre le attese sull’ andamento della disoccupazione nei prossimi 12 mesi: il saldo si riduce da 115 a 92, miglior risultato dallo scorso novembre. Prosegue infine, secondo gli intervistati, il ridimensionamento della dinamica inflazionistica corrente: i giudizi sugli aumenti registrati negli ultimi 12 mesi scendono da 51 a 31 in termini di saldo, minimo dal dicembre del 2001; le attese per i successivi 12 mesi, pur mantenendosi negative, recuperano invece da -27 a -22.