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L usura

Contrasto del fenomeno de l usura: incontro in Regione tra istituzioni e associazioni

Si è tenuto oggi, presso la sede della Regione Lazio, il primo Workshop regionale sull’usura. Videoconferenza con gli operatori del settore per contrastare l usura, organizzato dall’assessorato alle Politiche Sociali e delle Sicurezze della Regione Lazio.
“I fenomeni dell’usura e del sovraindebitamento delle famiglie – ha affermato l’assessore alle Politiche Sociali e delle Sicurezze Luigina Di Liegro – sono problemi particolarmente delicati che come istituzioni abbiamo il dovere di affrontare, prendendo in considerazione due livelli strettamente legati tra loro, quello della legalità e quello della solidarietà. Secondo gli ultimi dati, il Lazio, nella classifica delle Regioni in cui le famiglie rischiano di più il sovraindebitamento, figura addirittura al quarto posto dopo la Sicilia, la Campania e la Calabria. È per questa ragione che come Assessorato alle Politiche Sociali e delle Sicurezze della Regione Lazio abbiamo ritenuto indispensabile promuovere questo primo Workshop regionale sull’Usura, per favorire il dialogo tra i vari livelli di governo e il partenariato sociale, mettendo sullo stesso tavolo di lavoro le istituzioni e le associazioni, i Confidi e le Fondazioni presenti sul territorio, per dialogare e attivare sinergie che permettano di migliorare le azioni di contrasto all’usura.”


Al dibattito ha preso parte anche il direttore regionale Enti Locali e Sicurezza, Prefetto Vincenzo Boncoraglio, che ha illustrato gli interventi di lotta all’usura messi in atto dalla Regione Lazio: “Il giro d’affari secondo autorevoli fonti si aggira intorno ai 130 miliardi di euro. Nel quinquennio 2005-2010 la Regione Lazio ha stanziato più di 18 milioni di euro per approntare una serie di strategie di contrasto e sostenere le persone vittime di usura e sovra indebitate, finanziando programmi di solidarietà in grado di ridurre le situazioni di disagio economico e sociale e cercando di riequilibrare l’economia familiare”.
L’assessore Di Liegro ha spiegato che “oggi abbiamo voluto a questo tavolo di lavoro anche l’assessore al Bilancio, Programmazione economico-finanziaria e partecipazione Luigi Nieri, il presidente della Commissione Sicurezza e lotta alla legalità Luisa Laurelli, il consigliere regionale Fabrizio Cirilli, il presidente dell’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza e la Legalità Enzo Ciconte, perché l’obiettivo dell’assessorato è quello di portare avanti una progettualità integrata, una sinergia tra i vari assessorati ed enti coinvolti.

Roadshow Pmi: imprese “ostaggio “ della criminalità

A Palermo, nella suggestiva cornice di Palazzo dei Normanni, si è tenuta la sesta tappa del Roadshow PMI con il Convegno dal titolo “ PMI: legalità e sicurezza per un nuovo ciclo di sviluppo” dedicato al tema della Criminalità e PMI. Nel corso del convegno sono stati illustrati i risultati di una ricerca di Confcommercio, in collaborazione con Format, sull’argomento. Contraffazione, abusivismo e criminalità incidono negativamente sulla competitività delle Pmi. A indicarlo sono in particolare le imprese del commercio. Al di là della crisi economica, della riduzione dei consumi e delle difficoltà di accesso al credito a generare incertezza sullo sviluppo e sul futuro delle imprese sono i fenomeni legati alla microcriminalità e alla criminalità organizzata.

Per il 24,5% delle Pmi negli ultimi due anni e’ peggiorato il livello di sicurezza. Due imprese su tre destinano in media il 2% dei propri ricavi al sostegno dei costi per la sicurezza. Ciò implica che una quota rilevante dei margini lordi (tra il 10% e il 25%) e’ destinata ad essere sottratta al reddito degli imprenditori o agli investimenti per spese connesse alla sicurezza e alla sopravvivenza stessa dell’attività. Il 4,1% delle Pmi considera la possibilità di trasferire altrove la propria attività o di cederla a causa del rischio di rapine, furti o estorsioni. Tra le cause principali della criminalità, il 71,1% degli imprenditori indica l’ impunità dei criminali e la mancanza di certezza della pena, il 31,6% l’immigrazione clandestina, il 22% il degrado urbano e sociale, anche in termini di mancanza di infrastrutture. Le forze dell’ordine (per il 33,3% delle Pmi) e le associazioni di categoria (per il 22,9%) sono i soggetti che le imprese sentono più vicini nella lotta alla criminalità. A fare gli “onori di casa” è stato il presidente di Confcommercio Palermo, Roberto Helg, che si è detto soddisfatto del numero crescente di imprenditori che hanno deciso di denunciare il racket.

“Partendo da zero – ha aggiunto Helg – i risultati ottenuti sono notevolissimi. Il percorso però è ancora lungo e dobbiamo continuare ad insistere”. Helg ha poi sottolineato l’importanza di continuare sulla strada della legalità, senza la quale “non si va da nessuna parte”. Infine, il presidente della Confcommercio peloritana, riferendosi all’indagine presentata da Confcommercio, ha osservato che “la fiducia nelle forze dell’ordine è in forte crescita”. Per il responsabile Sicurezza del Pd, Marco Minniti, “la sensazione di insicurezza testimonia che la questione della sicurezza non poteva essere risolta con un colpo di bacchetta magica solo perché cambiava la maggioranza di governo”. “Molte sono le questioni ancora sul tappeto – ha sottolineato Minniti – dal controllo del territorio, che non si fa con l’uso di militari e ronde ma con il rafforzamento delle forze di polizia, all’immigrazione che viene considerata una questione criminale non comprendendo che senza una reale integrazione si spinge l’immigrato nelle mani della criminalità e nella clandestinità”. “La sicurezza – ha concluso Minniti – non può essere affrontata con dei totem di carattere ideologico, che producono effetti rovesciati rispetto a quelli proclamati”.