Commercio, in Italia furti merce costano 2.8 miliardi

 

Sono 3.7 miliardi le differenze emerse dal Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, solo nell’anno 2012. Durante gli inventari emergono sempre dei dislivelli incredibili tra le merci realmente vendute e quelle che invece sono state rubate.
La colpa può essere attribuita alla clientela (49%) come ai dipendenti (27%), i fornitori o delle semplici sviste durante l’amministrazione economica. Fatto sta che i dati sono davvero eclatanti, e i negozianti italiani si sono visti costretti di correre ai ripari aumentando la sicurezza all’interno delle proprie attività commerciali.

Vediamo adesso quali sono le attività commerciali prese di “mira” da chi invece di acquistare un prodotto, preferisce averlo a costo zero (rubandolo):
– La prima categoria è sicuramente quella dell’abbigliamento. Con un furto maggiore per quanto riguarda i Jeans, le lingerie e le calzature.
– A seguire abbiamo la tecnologia: con l’avvento degli smartphone, i tablet e gli iPhone i furti all’interno di queste attività sono cresciuti esponenzialmente.
– Abbiamo poi i parafarmaci, come il latte in polvere e gli antiallergici
– Cosmetici e profumi rientrano nella graduatoria degli articoli più rubati.
– Ed infine abbiamo i videogames e gli accessori per i cellulari.

Per i negozianti è quindi necessario investire nei sistemi di sicurezza, così da abbattere la crescita esponenziale dei furti. Secondo alcuni queste spese non andranno a diminuire nel tempo, ma solo a stabilizzarsi. Alcune attività commerciali, sfruttando delle tecniche specifiche, sono riusciti ad avere una perdita dello 0.3%, un impatto nettamente inferiore rispetto a quelle persone che non adottano nessun tipo di precauzione a riguardo (o solo quelle strettamente necessarie).
Tra le soluzioni tecnologiche migliori abbiamo il RFID. La quale riesce a garantire una buona protezione su tutti gli articoli. Qualsiasi sia la strategia adottata dal commerciante, è importante agire prima che la situazione continui a peggiorare.

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