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Shopper personalizzate promozionali per il negozio

Le shopper personalizzate o buste personalizzate sono sempre più utili nella vita di tutti i giorni e oltre ad un semplice accessorio simboleggiano anche l’attenzione del negozio per l’ambiente. Regalare o fornire ai clienti una shopper bag personalizzata in juta o cotone dimostra la sostenibilità del punto vendita, ma è anche segno di un’attenzione in più al cliente soprattutto quando la borsa è di altissima qualità, come quelle stampate da Rifipack.

Shopper bag personalizzate: una per ogni stile

Parlando di shopper bag personalizzate, pochi sanno che esiste una shopping bag adatta ad ogni stile e da Rifipack puoi trovare anche shopper personalizzate economiche, perfette per i periodi in cui se ne usano di più, come le festività natalizie.
Il principale vantaggio delle shopping bag è che si tratta di validi strumenti di promozione, dato che una borsa di alta qualità come quelle che da sempre proponiamo ai negozianti viene letteralmente portata per il mondo dai clienti, agevolando il passaparola e facendo conoscere il brand a nuove persone. Non mancano, accanto alle shopper personalizzate economiche, le buste personalizzate di lusso che espongono alla vista di un pubblico illimitato il logo e il messaggio della tua azienda e lo fanno in modo veramente impeccabile.
Se scegli la tua borsa personalizzata, fai attenzione a preferire solo quelle realizzate con materiali di alta qualità, da personalizzare sulla base delle tue esigenze: potrai stampare la borsa su un materiale opaco o lucido, scegliere dimensioni e formato, caratteristiche dei manici e molto altro ancora.

Perché utilizzare una shopper bag personalizzata

Ora che abbiamo visto come sia possibile scegliere davvero la shopping bag più adatta al tuo negozio e quella che può trasmettere nel migliore dei modi la tua immagine di marca, vediamo i vantaggi pratici correlati all’uso delle borse personalizzate per i tuoi clienti:

  • si tratta di un articolo pratico e di grande utilità e per questo sempre gradito;
  • si tratta di un accessorio che non passa mai di moda;
  • è un oggetto che piace davvero a tutti e conquista il grande pubblico;
  • permette infinite possibilità di personalizzazione per rispettare il design aziendale.

In particolare, proprio l’utilità della shopper personalizzata e il suo rispondere alle mode la rende uno strumento professionale perfetto e, in alcuni casi, la busta personalizzata diventa addirittura uno status symbol. Tutti, oggi, andiamo a fare la spesa o in ufficio con una shopping bag capiente e resistente e che contiene tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Per questo si tratta di un regalo particolarmente gradito dai clienti di ogni tipo di attività commerciale.

La borsa promozionale amica dell’ambiente

Una bella borsa di cotone o juta è considerata un oggetto di moda per moltissime persone, anche per il messaggio di rispetto dell’ambiente e di lotta allo spreco. Infatti, una shopper personalizzata dura a lungo nel tempo e grazie alla sua resistenza si presta a mille usi diversi, raccontando allo stesso tempo la responsabilità sociale dell’azienda che l’ha realizzata.
Il risultato? Non solo otterrai grande visibilità a basso costo, ma potrai associare il tuo logo e il tuo brand ad un tema di importanza crescente: la salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo.
Rifipack | Shopper Bags Personalizzate

Per le ristrutturazioni di negozi rivolgetevi a imprese esperte e competenti

 

Come ben sanno i commercianti, e chi studia determinate tematiche, anche i negozi hanno una durata e una aspettativa di vita. Va da sé che non muoiono (come potrebbero del resto?), ma le ristrutturazioni s’impongono per mantenere un certo appeal nei confronti del consumatore. Insomma, non diversamente da un uomo o una donna che intendono piacere, anche i negozi devono essere curati. Come? Attraverso delle ristrutturazioni periodiche, in qualche caso che vadano anche a ridefinire in maniera netta e radicale lo stile precedente. Molto, in tal senso, dipende dal tipo di negozio. Per negozi di moda s’impongono delle ristrutturazioni più profonde, meno e più distanziate per negozi come una salumeria.

In ogni caso, il consiglio è sempre lo stesso, straordinariamente semplice nella sua efficacia: rivolgersi a imprese competenti, con esperienza nel settore, imprese come www.gcingegneria.com .

L’esperienza va sempre scelta, anche perché le imprese esperte possono anche suggerire delle soluzioni pratiche e funzionali, frutto di problematiche già affrontate e risolte e quindi, di concerto con il cliente, aggiungere quel quid in più che molto spesso fa la differenza tra una semplice ristrutturazione e ristrutturazione in grado di aggiungere e non togliere.

Non è affatto raro che, delle ristrutturazioni di negozi mal eseguite si vadano a ripercuotere sulla clientela, quindi su incassi e ricavi. Non va sottovalutato che, per quanto le persone gradiscono una rinfrescata degli ambienti e dei negozi, le stesse non vogliono comunque sentirsi in un ambiente estraneo, ma all’interno di qualcosa di riconoscibile e rassicurante.

Ed ecco perché diventa ancora più importante non rivolgersi, per le ristrutturazioni di negozi, alla prima impresa che capita.

 

 

Il commercio estivo: le verande moderne

 

Le temperature cominciano a sfiorare livelli a malapena sostenibili, specie nelle giornate di sole che sono previste in questi giorni. Ma, d’altra parte, siamo in prossimità dell’estate e, dunque, non possiamo far altro che prenderne atto. Ma vediamo insieme quali elementi caratterizzano i mercati e il commercio relativo a questo specifico periodo, e che rientrano nel settore degli ammodernamenti o delle ristrutturazioni di casa o ufficio. Stiamo parlando dell’utilità delle verande e delle novità nel settore.

Le verande infatti consentono di recuperare spazi esterni, chiudendoli con vetri, vetrate o particolari materiali che consentono di evitare dispersioni termiche o surriscaldamento da sole. I nuovi materiali, pvc, plexiglass, oltre ad essere meno costosi, sono anche più leggeri rispetto ai tradizionali vetri utilizzati fino a qualche anno fa. In particolare, il pvc, ormai utilizzato in parecchi settori, e non solo nel settore edilizio (ma anche ad esempio in quello grafico, cartellonistico, pubblicitario, espositivo, etc…), infatti, garantisce un isolamento termico efficace, specie se integrato con infissi di ultima generazione e pensati per il risparmio energetico.

I vantaggi delle moderne verande sono così riassumibili: vantaggi di tipo spaziale e vantaggi di tipo energetico. I primi vantaggi sono sotto gli occhi di tutti, infatti, se, ad esempio, disponi di un balcone adiacente la cucina, l’installazione di una veranda, oltre a garantirti la luminosità necessaria, consente di recuperare lo spazio dato dai metri quadrati del balcone, integrandolo nel metraggio della cucina stessa. Non è infatti pensabile disporre lavandini o lavatrici in un balcone aperto, mentre una veranda garantisce uno spazio ulteriore per la tua casa.

La seconda categoria di vantaggi abbraccia altri settori: quello del risparmio energetico, del risparmio sulle spese, del benessere domestico. Infatti, le verande moderne sono costituite da materiali e da infissi altamente innovativi e studiati appositamente per ridurre al minimo la dispersione termica. I locali interni saranno pertanto protetti dalla veranda, quindi, anche con condizionatori attivi, la temperatura non subirà variazioni date da infiltrazioni esterne. Di conseguenza, anche l’utilizzo di apparecchi termici verranno ridotti, con un risparmio notevole in bolletta.

Commercio: i consumi a tavola degli italiani restano al palo

 

 

Questo blog tratta di temi inerenti commercio, vendita, negozi, outlet, abbigliamento

 

I consumi a tavola restano al palo. Meno pane, carne, olio e vino. Bene pasta, latte, formaggi, yogurt e frutta. Ma le difficoltà economiche spingono il 60 per cento delle famiglie a cambiare menù.

Secondo un’indagine della Cia, condotta anche sulla base dei dati Ismea e Istat, conferma una situazione stagnante per gli acquisti alimentari: più 0,3 per cento nel primo semestre 2009. Anche le previsioni per l’intero anno parlano di un solo più 0.2 cento. Cresce la spesa negli hard-discount.

Le tavole degli italiani continuano a risentire della crisi economica. I consumi alimentari segnano una sostanziale stabilità, dovuta anche alla frenata della corsa dei prezzi. Nel primo semestre 2009 si è registrato, in quantità, un lieve aumento (più 0,3 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2008, quando, tuttavia, si era avuta una preoccupante caduta. Non certo più incoraggianti le previsioni per l’intero anno che parlano di una crescita di appena lo 0,2 per cento. Una situazione che ha spinto il 60 per cento delle famiglie a modificare il proprio menù, il 35 per cento a limitare gli acquisti, il 34 per cento ad optare per prodotti di qualità inferiore. E’ quanto si ricava da una ricerca della Cia-Confederazione italiana agricoltori condotta a livello territoriale e sulla base dei dati Ismea e Istat che sarà presentata in occasione della terza Conferenza economica che si terrà a Lecce il 2 e 3 ottobre prossimi.


Nel dettaglio, nei primi sei mesi dell’anno -rileva la Cia- si hanno contrazioni nella domanda di derivati dei cereali (meno 2,8 per cento), dovute soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta. Si registrano flessioni anche per la carne bovina (meno 2,6 per cento) e avicola (meno 3 per cento), per l’olio di oliva (meno 2,7 per cento) e per i vini e spumanti (meno 2,9 per cento). Da rilevare che tra quest’ultimi, alla buona domanda per i vini a denominazione ha fatto riscontro una diminuzione degli acquisti di vino da tavola e di spumante. Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina, salumi e ortaggi. Una domanda più vivace, invece, si è avuta per il latte e i derivati del latte (più 0,8 per cento), in particolare i formaggi e lo yogurt. In forte crescita, al contrario, i consumi di frutta che hanno segnato un più 4,8 per cento.
Per quanto riguarda le previsioni per l’intero 2009, la Cia -anche sulla base delle rilevazioni Ismea- evidenzia che i consumi dei prodotti agro-alimentari dovrebbero attestarsi, in quantità, sugli stessi livelli del 2008. Anche sul fronte della spesa non sono attesi particolari incrementi, grazie alla stabilità dei listini di cui sta godendo attualmente il mercato. Nel dettaglio, le voci che hanno registrato una flessione della domanda nel primo semestre, rimarranno in trend negativo, ma le contrazioni dovrebbero attenuarsi, mentre dovrebbe proseguire il buon andamento degli acquisti di prodotti ittici, frutta e agrumi e latte e derivati.
La spesa per generi alimentari e bevande -sottolinea al Cia- è attestata, sempre nel primo semestre 2009, su 475 euro, circa 9 euro in più rispetto ai 466 euro registrati nell’analogo periodo del 2007. Un risultato dovuto alla sostenuta dinamica inflazionistica che ha caratterizzato il settore ( più 5,4 per cento). Un effetto -come rileva lo stesso Istat- che è stato, tuttavia, mitigato dalla messa in atto di strategie di risparmio da parte delle famiglie. Infatti, la quota di famiglie che ha dichiarato di aver limitato l’acquisto o scelto prodotti di qualità inferiore o diversa rispetto all’anno precedente è sempre superiore al 40 per cento. In particolare, si attesta al 43,4 per cento per il pane, al 49,2 per cento per la pasta, al 55,7 per cento per la carne, al 58 per cento per il pesce e al 53,7 per cento per frutta e verdura.
E’ continuata ad aumentare la percentuale di famiglie che acquistano generi alimentari (pane, pasta, carne, pesce, frutta) presso gli hard-discount (dall’8,6 del 2006, al 9,7 per cento del 2007, al 10,9 per cento del 2008, all’11 per cento nel primo semestre del 2009). Il supermercato rimane il luogo di acquisto prevalente (68,1 per cento), soprattutto nel Centro-Nord (superiore al 70 per cento), immediatamente segue il negozio tradizionale (63,7 per cento), in particolare nel Mezzogiorno (76,2 per cento) e per l’acquisto di pane (59,4 per cento). Il 17,2 per cento delle famiglie acquista presso ipermercati, con punte del 22 per cento nel Nord, dove questa tipologia distributiva è più diffusa. Al mercato si reca circa il 22 per cento delle famiglie del Centro-Nord contro il 33,1 per cento del Mezzogiorno.
Sempre nei primi sei mesi del 2009, la spesa per generi alimentari e bevande ha rappresentato, in media, il 19,1 per cento di quella mensile totale ed è così ripartita: 3,2 per cento pane e cereali, 4,3 per cento carne, 1,6 per cento pesce, 2,7 per cento latte, formaggi e uova, 0,8 per cento oli e grassi, 3,4 per cento frutta, ortaggi e patate, 1,3 per cento zucchero, caffé e altri, 1,8 per cento bevande.

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